La questione è seria, di quelle da analizzare indossando il doppio petto, l’orologio nel taschino e la pipa in bocca. Purtroppo io non fumo, non indosso una giacca da tempo immemore e l’orologio lo porto al polso.
Nonostante questi evidenti svantaggi, voglio fare un tentativo, anche perché nessuno tra addetti ai lavori, fans e giornalisti abbia neanche lontanamente la voglia di scrivere due parole di critica o qualcosa che abbia anche solo la parvenza di quella che una volta veniva chiamata recensione!
Perché sembra che Tony Pitony non ne abbia bisogno! Lui infatti è già stato consacrato a Dio della musica, intellettuale e filosofo in un colpo solo e visto che ci siamo io aggiungerei perché non anche nuovo leader della sinistra italiana! O ancora prossimo candidato al nobel per la pace, tanto lo reclamano persino i guerrafondai etero basic patinati d’America, figuriamoci se non può sperarci il nostro Tony!
Ma andiamo con ordine.
Tony Pitony è oggi un fenomeno musicale e visivo, sicuramente un successo; il concept e la visual del personaggio infatti gli stanno permettendo di bucare lo schermo dello smartphone e spopolare tra il pubblico. Il suo è un messaggio sicuramente ironico e goliardico e a suo dire, come nelle tante interviste rilasciate, di rivalsa verso il sistema, talmente di rivalsa che ha scelto di partecipare al simbolo del sistema: Il festival di San Remo. A questo punto l’unico modo per essere coerente con quanto ha detto finora sarebbe quello di fare un’uscita in stile Morgan con Bugo e disertare. Insomma tutto molto bello.
Tony con il “sistema” ci aveva già provato e dopo essere stato bocciato ad XFactor aveva intrapreso un percorso di crescita interiore e spirituale che lo hanno portato oggi a creare testi come Culo, Mi piacciono le nere e Donne Ricche. OgOggi il suo nome è accostato al festival di San Remo, dove si esibirà addirittura con Ditonellapiaga nella serata delle cover, che, tra l’altro, come ci ricordano gli amici di Rockit.it (che vi consigliamo di seguire) è ormai la serata del meme che sembra inseguire solo la viralità, più che la musica.
Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa si cela oltre il personaggio.
I brani richiamano in parte tonalità indie e in parte vorrebbero essere delle melodie quasi cantautorali, gradevoli in generale, che riescono a comprare il favore dell’orecchio abituato ad ascoltare anche brani impegnati. Sono i testi però il vero cavallo di Troia, iniziano bene, con un lessico in alcuni punti anche ricercato e non banale; non si perdono però in perifrasi o metafore e nel momento di climax più alto culminano in un esercizio lessicale che trascende l’aulico: la parolaccia.
Si potrebbe definire un finto trash o un intellettuale che non si prende sul serio e gioca con un’ironia forte oppure si potrebbe dire che è una volgarità un po’ basic, spicciola. In alcuni punti ricordano molto le battute di De Sica e Boldi nel prime dei cinepanettoni; hanno riempito le sale ma si poteva far ridere anche in modo diverso, con un po’ più di classe e senza per forza ricorrere ogni volta alle stesse modalità scurrili. Rispetto ai vari “Natale sul Nilo” lui però è riuscito a travestirsi da pseudo intellettuale e ha reso possibile il trash anche tra chi lo disdegnava.
Questo non vuole di certo togliere meriti a Tony Pitony ma solo cercare di definire il contesto in cui ci muoviamo: è un bravo performer, i suoi live sono divertenti e i testi freschi ma non siamo di fronte al nuovo nobel. Checco Zalone faceva gli stessi sketch sul palco di Zelig quasi trent’anni fa: era bravo a cantare, suonava il piano, la chitarra e in più aveva pure una laurea in giurisprudenza, nessuno però lo ha mai scambiato per un cantante o lo ha esaltato per il suo progetto musicale.
Insomma Tony Pitony è senza dubbio una buona trovata e un artista che sicuramente merita il suo spazio ma che deve essere definito per quello che è, un personaggio comico che ci sta facendo divertire.
C’è una curiosità però che ci attanaglia e si racchiude tutta in un quesito: cosa succederà se l’onda lunga di repost e condivisioni sui social dovesse rallentare? Noi speriamo che a quel punto Tony diventi un eroe, si tolga la maschera e cominci a cantare.

